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Codice disciplinare e codice di comportamento

 

Il Codice disciplinare e i codici di comportamento delineano gli  obblighi del collaboratore regionale, l'elenco delle infrazioni e le correlate sanzioni disciplinari - come previsto dalla contrattazione collettiva, dal decreto legislativo 165 del 2001 e ss.mm. e dal decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 62, Regolamento recante codice di comportamento dei dipendenti pubblici.

La Regione Emilia-Romagna, come previsto sia dall'articolo 54 del decreto legislativo n. 165/2001, come modificato e integrato dalla legge 190 del 2012,  che dall'articolo 25 della legge regionale n. 43/2001, ha adottato un proprio Codice di comportamento nel marzo 2014, a integrazione e specificazione di quanto stabilito dal nuovo Codice di comportamento nazionale del 2013.

Il codice di comportamento di un’organizzazione è uno degli strumenti di valorizzazione della  responsabilità individuale  e suo scopo è anche quello di fissare un insieme di valori condivisi, al fine di migliorare il funzionamento dell'organizzazione e rafforzare un'idea della comunità di riferimento.

Oltre a indicare i comportamenti da osservare nelle principali e più ricorrenti relazioni e quelli da evitare perché illegittimi o considerati opportunistici, il codice di comportamento regionale si propone come finalità:

  • l’aumento di coesione e di coerenza del sistema: il codice di comportamento regionale ha come scopo il miglioramento delle relazioni interne e la formazione di una immagine esterna chiara e unitaria;
  • la maggior efficienza dell’organizzazione: la motivazione verso obiettivi positivi equivale a una più alta capacità di produrre utilità, sia per i più diretti interessati che per l’ambiente nel suo complesso;
  • una buona reputazione dell’Ente:  una organizzazione con buone regole, che manifesta in maniera univoca i suoi valori, che in modo trasparente sia in grado di contrastare i comportamenti ritenuti dannosi e di apprezzare quelli virtuosi, produce sicurezza nei destinatari delle proprie azioni, che si trasformano – a seconda degli interessi presenti – da interlocutori a partner.

Codice di comportamento della Regione Emilia Romagna

Con la delibera di Giunta regionale n.421 del 31 marzo 2014, d'intesa con l'Ufficio di Presidenza dell'Assemblea legislativa (seduta del 25 marzo 2014 - verbale n.14 del 25/03/2014), è stato approvato il Codice di comportamento della Regione Emilia-Romagna.

 

 

 

 

Modalità di segnalazione delle violazioni

Per segnalare illeciti o irregolarità o violazioni al Codice di comportamento della Regione, è possibile compilare online l’apposito form.

Con la segnalazione online il denunciante è tutelato e protetto, trattandosi di procedura informatica e crittografata che permette, con elevato livello di sicurezza, la conoscibilità dei contenuti della segnalazione e della identità del denunciante esclusivamente al Responsabile della Prevenzione della Corruzione della Giunta regionale e a due funzionari addetti all’anticorruzione, che sono i soli muniti delle chiavi di decriptazione del testo.

È possibile però, se ritenuto necessario, anche provvedere alla segnalazione, seppur con minori garanzie di riservatezza e di protezione della propria identità, utilizzando il modulo qui pubblicato e inviandolo in uno dei seguenti modi:

  • all’indirizzo di posta elettronica upd@regione.emilia-romagna.it;
  • tramite servizio postale.
    In tal caso per avere adeguate  garanzie di tutela della riservatezza occorre che la segnalazione sia inserita in una busta chiusa che all’esterno rechi il seguente indirizzo “Responsabile UPD della Giunta della  Regione Emilia-Romagna, v.le Moro n. 18, 40127 Bologna” e a lato la dicitura “RISERVATA PERSONALE”.

Queste due ultime modalità sono preferibili nel caso di inoltro di proposte di miglioramento organizzativo e modifiche del Codice di comportamento, mentre sono fortemente sconsigliate per la denuncia di illeciti, soprattutto ad opera di dipendenti regionali, che non avrebbero, scegliendo questo percorso, adeguati livelli di sicurezza circa la riservatezza della propria identità.

  • Determina Anac n.8 del 17 giugno 2015
    Linee guida per l’attuazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza da parte delle società e degli enti di diritto privato controllati e partecipati dalle pubbliche amministrazioni e degli enti pubblici economici 
  • Allegato 1 alla determina Anac 8/2015
    Principali adattamenti degli obblighi di trasparenza contenuti nel d.lgs. n. 33/2013 per le società e gli enti di diritto privato controllati o partecipati da pubbliche amministrazioni.
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Pubblicato il 01/10/2013 — ultima modifica 02/02/2016

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