Segnalare illeciti e irregolarità

Alla Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza dell'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

Perché segnalare illeciti o irregolarità

Segnalare illeciti o irregolarità sul luogo di lavoro, nello svolgimento delle proprie mansioni, è espressione di senso civico e trasparenza.

Trasparenza delle pubbliche amministrazioni significa prevenzione della corruzione e impulso alla partecipazione civica. In senso più ampio, è comunicazione volta al rispetto, al sostegno e alla tutela della legalità, del buon andamento e dell’imparzialità dell’azione amministrativa.

Segnalare comportamenti illeciti o irregolarità, di cui si è venuti a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro, quindi, non è delazione ma salvaguardia dell’interesse pubblico e individuale, a tutela del pieno esercizio della cittadinanza. Per questo, la legge garantisce riservatezza della segnalazione (whistleblowing) istituendo e favorendo l’anonimato del segnalante (whistleblower).

Chi può fare una segnalazione

Possono fare una segnalazione, nell’interesse dell’integrità dell’amministrazione regionale:

  • tutte le e i dipendenti regionali a tempo indeterminato, determinato, in posizione di comando, distacco o situazioni analoghe;
  • tutte le collaboratrici, i collaboratori e consulenti (con qualsiasi incarico o contratto) che lavorano presso le strutture dell’Assemblea legislativa (comprese quelle di diretta collaborazione con gli organi di indirizzo politico, dette "strutture speciali");
  • tutte le e i dipendenti o collaboratori delle imprese fornitrici di beni e servizi o che realizzano opere, compresi i subappaltatori, in favore dell’Assemblea legislativa;
  • anche la cittadinanza e l’utenza, cui la Regione garantisce, comunque, la riservatezza dei dati personali.

Le procedure per segnalare condotte illecite, irregolarità amministrative, inosservanze qui citate sono definite dalla delibera UP n. 48 del 16 luglio 2020, per le strutture dell’Assemblea legislativa, comprese quelle cosiddette speciali.

Cosa si può segnalare 

La segnalazione deve riguardare reati, illeciti e irregolarità amministrativi di cui il lavoratore sia venuto a conoscenza sul lavoro, anche se riguarda una Struttura diversa dalla propria.

Sono considerate rilevanti le segnalazioni che riguardano comportamenti, rischi, reati o irregolarità che danneggiano o possono danneggiare l’interesse pubblico o l’immagine dell’amministrazione regionale.

Non è possibile elencare tutti i casi, si può precisare che a titolo di esempio possono essere segnalati:

  • reati quali: peculato, corruzione, concussione, abuso d’ufficio, malversazione a danno dello Stato, rifiuto o omissione d’atti d’ufficio, falso ideologico, falso materiale, turbativa d’asta, frode nelle forniture, truffa, furto, minaccia, violenza privata;
  • illeciti o irregolarità amministrativi che possono comportare danni patrimoniali, o comunque un pregiudizio, alla pubblica amministrazione o alla collettività.

La procedura non può essere usata per lamentarsi o per rivendicazioni contro superiori gerarchici o l’amministrazione regionale. Per questi ultimi casi, è possibile fare riferimento agli uffici competenti.

Le segnalazioni devono essere reali, non possono essere sospetti o voci.

Come fare una segnalazione

Secondo quanto stabilito con la delibera dell’Ufficio di Presidenza n. 48 del 16 luglio 2020, le segnalazioni alla Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza dell’Assemblea legislativa, possono essere presentate secondo una delle seguenti modalità:

  1. in modalità digitale, tramite il modulo online che permette, con applicativo informatico, di inviare la segnalazione al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza in modalità crittografata, allo scopo di tutelare in maniera sicura l’identità del segnalante;
  2. in modalità cartacea, tramite servizio postale ordinario o il servizio di posta interna, utilizzando preferibilmente il predisposto modulo segnalazione illeciti (docx25.49 KB), che prevede l’indicazione di tutti gli elementi utili a consentire di procedere alle dovute ed appropriate verifiche e controlli a riscontro della fondatezza dei fatti che sono ricompresi nell’oggetto della segnalazione.

In questo ultimo caso per avere le garanzie di tutela di riservatezza occorre che la segnalazione (Parte II del modulo standard) sia inserita in una busta chiusa che all’esterno rechi il seguente indirizzo “Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, v.le Moro n. 50, 40127 Bologna” e a lato la dicitura “RISERVATA PERSONALE”, avendo cura di inserire all’interno in un’ulteriore busta chiusa le proprie generalità e copia del documento di identità, sottoscritto con firma autografa (Parte I e parte firma del modulo standard). Tale modalità è finalizzata ad assicurare un ulteriore tutela di riservatezza in caso di apertura accidentale della prima busta contenente la segnalazione da parte degli addetti alla segreteria e/o al protocollo.

Tutele

L'identità del segnalante (whistleblower) non può essere rivelata (art. 54-bis del decreto legislativo 165/2001). La riservatezza è garantita per evitare che questa persona, venuta a conoscenza di condotte illecite, si astenga dal segnalarle per il timore di subire conseguenze..

Le tutele garantite al segnalante:.

  • garantiscono l’anonimato del segnalante;
  • stabiliscono il divieto di rivelare l’identità del segnalante senza il suo consenso;
  • stabiliscono il divieto di discriminazione e ritorsione nei confronti del segnalante da parte dell’Amministrazione;
  • escludono la segnalazione dall’accesso documentale (ai sensi della legge n. 241 del 1990) e dall’accesso civico generalizzato (cosiddetto Foia);
  • assicurano il trattamento minimo dei dati (adeguati, pertinenti e limitati a quanto necessario rispetto alle finalità per le quali sono trattati).

Riferimenti normativi

Azioni sul documento

pubblicato il 2022/05/26 12:12:00 GMT+2 ultima modifica 2022-05-26T12:34:12+02:00

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